La Casa Museo al secondo piano: le sale

Usciti dalla ex Scuola di Ceramica si prosegue salendo lungo il grande scalone che unisce tra loro i vari piani del palazzo e lo stupore diventa incanto quando si varca la soglia dell’appartamento al secondo piano, oggi adibito a museo.

Negli undici spazi espositivi della Casa Museo Boschi Di Stefano sono riunite circa trecento delle oltre duemila opere raccolte da Antonio e Marieda Boschi Di Stefano, distribuite adottando un criterio di successione cronologica e di selezione qualitativa.

All'ingresso si trovano i ritratti dedicati ai coniugi Boschi e le ceramiche della stessa Marieda. A seguire, attraverso un corridoio con tele di Severini e di Boccioni, si raggiunge la “sala del Novecento italiano” con opere di Funi, Marussig, Tozzi, Carrà e Casorati.

Nella “sala Sironi”, interamente dedicata all'artista, sono presenti sculture di Arturo Martini. Il successivo ambiente comprende il Gruppo di Corrente, sette Moranti e sei De Pisis. In un piccolo corridoio sono riuniti i Chiaristi, mentre proseguendo la visita si giunge nella sala degli “Italiens de Paris”: Campigli, Paresce, Savinio con L'Annunciazione (1932) e de Chirico con La scuola dei gladiatori (1928).

La “sala Fontana” propone un prezioso insieme di venti lavori, mentre le ultime due stanze sono riservate ai postcubisti picassiani, agli spazialisti, ai nucleari e ai pittori informali, fra cui Piero Manzoni con i celebri Achrome.