Il Museo che sale

Il Museo che sale

Proseguendo la nostra visita e continuando a salire si giunge al terzo piano dove troviamo altri due appartamenti ancora pubblici. Assegnati ai tempi della donazione a Mercedes Precerutti Garberi, all'epoca direttrice delle Civiche Raccolte d'Arte, entrambi sono da qualche anno disabitati. Grazie alla collaborazione con il Municipio 3 è stato possibile riattivarli e aprirli al pubblico, cha ha così potuto entrare, come un tempo, in molte delle porte affacciate sulla grande scala che collega i piani dell'edificio.

Al terzo piano sono ospitate e organizzate una serie di attività condivise con il territorio, finalizzate alla costruzione di un senso di reciproco riconoscimento e di appartenenza tra i cittadini e il loro museo.

Il progetto di funzionalizzazione dell'intero palazzo è stato chiamato “Il museo che sale” in omaggio al celebre dipinto di Boccioni "La città che sale" (1910-1911) che descrive la crescita di Milano alle soglie del secolo scorso. Allo stesso modo Il Museo che sale rappresenta un'idea progettuale che porta alla trasformazione della collezione di Via Jan in un Museo capace di essere tempio della bellezza e forum di idee.

La grande scala della casa rappresenta l'asse di trasmissione di un rinnovato sistema di relazioni che, a partire dalla memoria della Scuola di ceramica di Marieda, sale fino al terzo piano, traducendo il potenziale della collezione in nuove parole, musiche e colori capaci di esprimere il presente e progettare il futuro. L'anima del museo, la sua straordinaria collezione di dipinti del XX secolo, diventa così una forza vitale, trainante e dinamica, capace di generare sentimenti di cittadinanza e di far crescere la città.

Il Museo che sale è un progetto in divenire: il desiderio di salvaguardare un'altra pagina di una bella storia, declinandola al futuro.

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