La Scuola di Ceramica Jan 15

La Scuola di Ceramica Jan 15

Superato il portone di ingresso, al piano terra, si incontra subito l’accesso a quella che era La Scuola di Ceramica Jan 15 voluta e gestita da Marieda di Stefano.

Marieda proveniva da una famiglia già aperta al gusto per la ricerca e la raccolta di opere d'arte: dopo gli studi superiori aveva infatti ricevuto un'educazione artistica e, a partire dagli anni Cinquanta, aveva iniziato a frequentare l'atelier dello scultore milanese Luigi Amigoni, padre della sua migliore amica Migno. Lì apprese il mestiere e si innamorò dell'arte ceramica. Marieda trovò presto un suo linguaggio personale, caratterizzato da una arcaica forza plastica che traeva ispirazione dalle fornaci di Albissola frequentate da Lucio Fontana, dagli atelier dei maestri vasai di Vallauris, amati da Picasso, e dalle forme primitive della ceramica incaica, di cui ella stessa fu collezionista. Dal 1953 Marieda espose, a cadenza quasi annuale, le sue opere alla galleria Montenapoleone, partecipando contemporaneamente a numerose collettive e concorsi in varie città d'Italia e all'estero, spesso coronati da premi e segnalazioni. Marieda non firmò mai le sue opere, preferendo servirsi di uno pseudonimo maschile: Andrea Robbio. Una sua opera è tuttora esposta al Museo della ceramica di Faenza. All'inizio degli anni Sessanta Marieda decise di aprire al primo piano del palazzo ospitante la Casa Museo una scuola di ceramica intitolata “Jan 15”

L'ispirazione per il nome della scuola venne dall'indirizzo in cui è situato l'edificio, via Giorgio Jan 15. La scuola, frequentata da allievi e amatori, divenne presto luogo di mostre e di discussioni artistiche, uno spazio a metà tra un'officina creativa e un salotto borghese. Al suo interno si modellava la creta mentre si discuteva d'arte, di nuove correnti artistiche e di collezionismo. Al termine dei corsi veniva rilasciato un attestato a tutti gli studenti che avevano frequentato regolarmente le lezioni pratiche per tutti e tre gli anni. Alla morte di Marieda la scuola fu coordinata da Migno Amigoni, che la diresse fino al 2011. Da quel momento l'attività didattica della scuola terminò.

Oggi il laboratorio si è trasformato da luogo di creazione artistica a spazio didattico e di incontro, che ospita spesso mostre ed esposizioni. Al suo interno è ancora possibile ammirare i camici bianchi appesi degli studenti, gli attrezzi da lavoro vicino ai torni, le terre colorate nei vasetti e la creta ormai asciutta nei sacchi, qualche disegno, alcuni documenti - dagli inviti ai ritagli di giornali riposti in alcune borse in un armadietto o accatastati sulle mensole di una piccola libreria - in una collezione che restituisce a pieno il fascino artigianale della scuola.