Marieda di Stefano

Marieda di Stefano

Marieda di Stefano (Milano, 1901-1968)
Marieda Di Stefano nasce a Milano nel 1901 da una famiglia originaria delle Marche. A trasmetterle l’amore per l’arte è il padre Francesco, costruttore edile e collezionista appassionato di pittura novecentista.

Nel 1926, durante una vacanza in Valsesia, conosce Antonio Boschi, che sposa l’anno seguente e con cui si trasferisce nel 1931 nel palazzo di via Jan 15, fatto costruire dal padre per l’intera famiglia su progetto di Piero Portaluppi.

Negli anni del matrimonio, Marieda si dedica con passione alla collezione e ai suoi artisti, insieme al marito, in un'"opera comune nel senso totale", come ebbe a definirla Antonio, per concordanza di gusti e di scelte collezionistiche, ma anche per le decisioni e i sacrifici condivisi. Attenti osservatori dell’arte del loro tempo, Marieda e Antonio raggiungono e valorizzano alcuni fra i più grandi artisti del Novecento, spesso prima che vengano riconosciuti come tali. Ma non c’è solo la collezione.

Dopo gli studi regolari, Marieda si avvicina all’arte della ceramica presso lo studio dello scultore milanese Luigi Amigoni: diventa un’artista che alla modellazione abbina una spiccata sensibilità coloristica, evidente nei vasi, nei piatti decorativi e nelle numerose sculture femminili che dal 1953, con cadenza quasi annuale, espone presso la Galleria Montenapoleone. Partecipa a numerose collettive e concorsi, anche all’estero, ottenendo premi e segnalazioni. Una sua opera è tuttora esposta al Museo internazionale delle Ceramiche di Faenza.

Nel 1962 ottiene il benestare per l’insegnamento e fonda nel suo stesso palazzo la scuola di ceramica che porta il suo nome. L’attività della scuola, che assicura un attestato a chi frequenta i suoi corsi triennali, prosegue anche dopo la morte di Marieda, avvenuta nel 1968, sotto la direzione di Migno Amigoni, figlia di Luigi, fino al 2011.