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Sergio Dangelo 39/71 Ancora e Sempre

dal 29 set 2020 al 15 nov 2020
Piano terra

La mostra che Casa Boschi Di Stefano inaugura in avvio della nuova stagione espositiva è dedicata a Sergio Dangelo, uno degli autori meglio rappresentati nella collezione. 

Sergio Dangelo 39/71 Ancora e Sempre

Artista di carattere unico e imprendibile, Dangelo è stato protagonista della vivace stagione culturale e artistica della Milano del dopoguerra, avviando con Enrico Baj tra la fine del 1951 e l’inizio del 1952 il Movimento Nucleare, situazione alla quale hanno partecipato diversi autori operanti a Milano e non solo, a cominciare da Joe Cesare Colombo. La loro operazione artistica, accostabile alle prime definizioni dell’informale, ma con un forte legame con il surrealismo, si avvaleva di forme di elaborazione sperimentale e spontanea, scaturite anche dal confronto con autori come Gianni Dova e Cesare Peverelli. Il rapporto con il surrealismo, in particolare, per Dangelo si rivela essere la radice profonda di ogni suo atto creativo e matura al confronto con quelle situazioni internazionali – il Gruppo Cobra, le riviste surrealiste e d’avanguardia belghe, francesi, olandesi – degli anni Cinquanta con cui intreccia relazioni e forme di collaborazione, come la rivista e il gruppo “Phases” di Edouard Jaguer.

Immagine: La strada, 1961

La sua opera prosegue, oltre quella stagione, in una direzione personale che tiene conto di quelle esperienze per guardare verso nuove forme di corrispondenza fra parola e immagine, fra oggetto e pittura, indirizzandolo a una produzione molto ampia di dipinti, oggetti, testi e interventi di vario genere. La sua personalità si definisce anche in una visione culturale articolata, in cui giocano un ruolo importante le passioni musicali – il jazz del bebop, di Thelonious Monk e Miles Davis –, la disciplina acquisita con la pratica del Kendo (I DAN, Z.N.K.R.), la capacità di sintesi fra letteratura e vita, portandolo a vivere in una realtà aumentata.

Delle oltre settanta opere che i coniugi Boschi Di Stefano hanno trasmesso alle Civiche Raccolte ne vengono esposte, per esigenze di spazio, circa la metà, che sono presentate seguendo dei percorsi interni di corrispondenze formali, iconografiche e narrative. Queste coprono il periodo che va dal 1957, anno del quadro L’estate bianca, dal fittissimo segno calligrafico, che figurava quell’anno nell’importante “Premio Lissone”, con cui si avvia il percorso espositivo, alla fine degli anni Sessanta, concludendosi con una serie di lavori estremamente sintetici, orizzonti quasi monocromatici. All’interno di questi termini cronologici sono presentate opere che illustrano i caratteri di una creatività sempre sospesa fra il sogno, il racconto lirico, l’impressione derivata dall’automatismo del caso e della necessità, attraverso paesaggi interiori, spunti e improvvisazioni, di cui opere come La storia del pesce, Pagine del diario di una scarpa, Les lèvres, Green Haze, sono tra le più originali e suggestive. Si segnala che altre quattro opere di Dangelo appartenenti allo stesso nucleo collezionistico e specificamente intonate al carattere dell’Arte Nucleare degli anni Cinquanta, sono esposte in permanenza negli spazi dell’appartamento Boschi Di Stefano.
 
Con questa mostra si vuole segnalare l’importanza del contributo che un autore come Sergio Dangelo ha dato alla vita culturale attraverso un’opera multiforme e spesso trascurata (si ricordi però la sua mostra nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale del 1972, curata da Guido Ballo; l’attenzione a lui riservata dallo storico del surrealismo Arturo Schwarz; le esposizioni promosse in tempi recenti dalla Fondazione Mudima).

La mostra e il catalogo che la documenta (edito da Skira all’interno della collana “Gli ospiti del museo”) sono curati da Francesco Tedeschi, con la collaborazione di Luca Pietro Nicoletti. Oltre ai loro testi, nel catalogo trova posto una prima catalogazione completa delle opere di Sergio Dangelo appartenenti alla Collezione Boschi Di Stefano, sulla base dei documenti dell’archivio dei Civici Musei.